Siamo una famiglia.
Mamma Evelin, l’artefice!
Papà Cristian colui che mi ha supportata e sopportata per tutto, fin da inizio progetto.
Mio figlio Jeremy, fondamentale! Mi ha generato il logo, mi ha regalato tutta la sua creatività quando serviva inventare biglietti di auguri o decorazioni artistiche, mi ha creato musiche al pianoforte da mettere in sottofondo nei video dei pesci o nei video pubblicitari degli acquari per i social.
Mia figlia Emily, super collaboratrice! Mi aiuta ad assemblare tutte le decorazioni, a decorare gli acquari mini lego per bambini, mi motiva e mi carica quando ogni volta che completo un acquario mi dice: “Mamma, che bello, brava”!

Come siamo nati come attività
Se chiedeste a mia madre da dove nasce questa mia passione per gli acquari vi risponderebbe: “già da quando eri bambina!”.
La facevo impazzire perché amavo portare in casa ogni tipo di animaletto: salamandre acquatiche, girini che poi diventavano rane che saltellavano per la vasca da bagno, farfalle, lucertole o lumachine che fossero.

Sono sempre stata amante dei pesci Betta Splendens, in Italia più comunemente chiamati combattenti. I maschi in particolare sono quei pesci molto affascinanti con colori e code meravigliose.







Essi possono stare solo uno per acquario, non di più, altrimenti si ammazzerebbero, sono molto territoriali. In Asia sono tanto rinomati per i combattimenti clandestini, si scommettono soldi e si fanno lottare fino alla morte.
Tornando a noi, tutto è nato per ringraziare un mio carissimo amico tatuatore, che dal suo studio in Messico Los Santos Tattoo Tulum, ha aiutato gratuitamente mia cugina a realizzare un tatuaggio che le ricordasse la sua mamma, la mia cara zia Giulia, per me la più brava artista al Mondo. Lei riusciva a trasformare qualsiasi cosa, che fosse solo anche una semplice pietra e la faceva diventare un’opera d’arte. Credo valga la pena illustrarvi qualche sua opera: dai vasi ai quadri su tela o che fosse vetro.









Ma tornando sempre a noi, dovevo per forza trovare il modo per poterlo ringraziare e siccome lui, qui in Italia ha due nipotine, abbiamo pensato di fare loro un regalino, un qualcosa di vivo che potesse attutire la mancanza dello zio, non un cane o un gatto perché tanto impegnativi ma un pesciolino, però non un pesce qualunque…un Betta Splendens! Vedendo la felicità di queste due bimbe nel riceverlo, ho pensato di regalarlo anche ai miei figli ed ecco che da qui è partita una vera e propria passione per i Betta Splendens, tant’è che decisi di farli riprodurre. Sapete come si fa a far riprodurre in cattività i Betta? No? È davvero affascinante ve lo spiego io! Ogni allevatore ha il proprio metodo ma il mio è questo:
Si porta l’acqua degli acquari del maschio e della femmina a temperatura 28 gradi, ph 6.8, kh 4 e gh 8. Si trasferisce la femmina nell’acquario del maschio, dentro una nursery in modo che non ci sia contatto fisico ma solo visivo e chimico, così per cinque giorni. Sempre nell’acquario del maschio s’inserisce un pezzo di polistirolo che galleggia sulla superfice (ricrea un po’ l’idea della foglia in natura) sotto il quale il maschio andrà a fare il nido di bolle di saliva, nel frattempo la femmina dentro la sua nursery si sta riempiendo di uova, in lei si noteranno: il ventre gonfio, le linee bianche verticali sul dorso e la papilla genitale sporgente.
Dopo il quinto giorno di convivenza, di sera (perché il maschio è più tranquillo), si libera la femmina e si deposita una foglia di catappa sul fondo dell’acquario, che funge sia come nascondiglio per la femmina nel caso in cui venisse attaccata dal maschio, sia per abbassare il valore del ph dell’acqua.

L’indomani i due faranno una bellissima danza sotto il nido di bolle fino a quando il maschio girerà la femmina a pancia in su, l’avvolgerà mettendosi sopra di lei a “U” e premendole il ventre. A questo punto usciranno le uova ed il maschio le feconderà.

La femmina per 5 secondi cadrà a mo’ di morto sul fondo e poi si riprenderà. Sarà il maschio stesso ad occuparsi delle uova che cadranno sul fondo, con la bocca le raccoglierà una ad una ed andrà ad inserirle all’interno del nido, più precisamente una per ogni sua bolla di saliva. La femmina andrà tolta subito o altrimenti mangerà le uova. Dopo 24-36 ore nasceranno gli avannotti.
Ma una volta nati, di tutti questi pesciolini, che cosa ne faccio? Ecco che da qui nasce l’idea degli acquari creativi ecco che da qui nasce: Acquari Splendens.
È un po’ come se mia zia Giulia mi dicesse: “In un’altra forma, ma prendi la mia Arte e portala avanti Tu!”.
